Più di 100 aziende aggirano consapevolmente il sistema svizzero di riciclaggio degli apparecchi elettrici

0      03.06.2026

La Svizzera dispone di uno dei sistemi di ritiro e riciclaggio di apparecchi elettrici più efficaci al mondo. Tuttavia, oltre 100 aziende svizzere e straniere si sottraggono deliberatamente al sistema non applicando il contributo di riciclaggio anticipato (CRA) agli apparecchi che vendono, così da ottenere vantaggi economici. Questo comportamento mette sempre più sotto pressione il sistema dal punto di vista finanziario. SENS eRecycling chiede quindi condizioni quadro chiare ed eque per tutti.

Il successo del sistema svizzero di ritiro e riciclaggio degli apparecchi elettrici si basa su volontarietà, solidarietà e responsabilità individuale. «Più di 35 anni fa è nata SENS, un’organizzazione di settore che sviluppa soluzioni sostenibili per il riciclaggio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. I produttori, gli importatori e i rivenditori partecipano come partner contrattuali, contribuendo insieme all’economia circolare», spiega Pasqual Zopp. 

Pasqual Zopp è il direttore di SENS eRecycling che, su incarico di diverse associazioni di categoria, è responsabile della raccolta, del trasporto e del riciclaggio degli apparecchi elettrici. Il sistema è finanziato tramite il contributo di riciclaggio anticipato (CRA), incluso nel prezzo d’acquisto degli apparecchi venduti dai partner contrattuali di SENS eRecycling. Il sistema, organizzato dal settore privato, è considerato a livello internazionale un modello di riferimento: non solo registra elevati tassi di raccolta, ma assicura anche un riciclaggio efficiente delle apparecchiature elettriche ed elettroniche secondo i più alti standard di qualità e sicurezza.

Più di 100 aziende aggirano consapevolmente il sistema approfittandone

Da alcuni anni, tuttavia, questo modello vincente è sempre più sotto pressione: le piattaforme online, ma anche più di 100 fornitori con punti vendita fisici in Svizzera, si rifiutano di applicare il contributo di riciclaggio anticipato sugli apparecchi venduti. Tra questi vi sono sia piccole imprese individuali sia rivenditori affermati a livello nazionale, che in tal modo ottengono vantaggi economici rispetto alla concorrenza e falsano il mercato. 

«La loro argomentazione secondo cui adempiono all’obbligo di legge ritirando gratuitamente gli apparecchi elettrici dismessi nei loro punti vendita non regge», spiega Pasqual Zopp. «La realtà è che solo una minoranza degli apparecchi elettrici viene riciclata attraverso i punti vendita. La quota di gran lunga maggiore degli apparecchi elettrici ed elettronici dismessi – secondo le nostre stime fino al 90 % del volume complessivo – viene smaltita nei centri di raccolta SENS. Tra questi vi sono quindi anche decine di migliaia di apparecchi per i quali, al momento dell’acquisto, non è stato riscosso alcun CRA», afferma Pasqual Zopp.

Equità anziché sfruttamento intenzionale

Con il loro comportamento opportunista, queste aziende sottraggono ogni anno diversi milioni di franchi svizzeri alle casse di SENS eRecycling. Al tempo stesso minano la solidarietà tra i partner contrattuali di lunga data, che hanno costruito il sistema e si assumono le proprie responsabilità nei confronti della popolazione e dell’ambiente. 

SENS eRecycling chiede pertanto condizioni quadro chiare ed eque per tutti. In futuro, tutte le aziende che immettono apparecchi elettrici sul mercato svizzero dovranno partecipare in egual misura al finanziamento della raccolta, del trasporto e del riciclaggio. Questo vale anche per le piattaforme online. Solo così sarà possibile garantire che il sistema continui a funzionare in modo efficiente e secondo i più elevati standard tecnici, contribuendo concretamente alla tutela dell’ambiente e delle risorse in Svizzera.

La revisione della legge sulla protezione dell’ambiente non basta

Con la revisione della legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb), la Confederazione intende responsabilizzare maggiormente le aziende che sfruttano il sistema senza contribuire. Un obiettivo che SENS eRecycling accoglie sostanzialmente con favore. 

Il direttore Pasqual Zopp sottolinea tuttavia che l’impostazione attualmente prevista a livello di ordinanza rischia di indebolire i meccanismi privati collaudati e di sostituirli con una gestione normativa, anziché colmare in modo mirato le lacune esistenti, in particolare per quanto riguarda gli operatori che non contribuiscono. «Dal nostro punto di vista, questa lacuna normativa deve assolutamente essere colmata», sottolinea. «Ma non a scapito di strutture private che funzionano.»

Anche a livello politico sono pendenti numerosi interventi parlamentari relativi alla regolamentazione delle piattaforme di commercio online. Molti di questi interventi chiedono esplicitamente la parità di trattamento delle piattaforme di commercio online per quanto riguarda il finanziamento dei sistemi di riciclaggio. L'iniziativa parlamentare Rüegger (26.410), ad esempio, chiede che le piattaforme estere di commercio online siano soggette alla legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb), compresi gli obblighi di versare un contributo di riciclaggio anticipato (art. 32ater LPAmb). Si tratta di una questione centrale sostenuta sia da Swiss Recycle sia dai suoi soci. 

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